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Una perla delle Cinqueterre. Le sue origini risalgono alla fine del XII secolo, "Rivus Major" è l'antico nome e il più grande sei due torrenti che attraversano il paese. Suggestiva al discesa alla marina tra le tipiche case colorate che sembrano sorreggersi l'una con l'altra e nel mezzo lo scalo delle barche. Dalla piccola spiaggia della Fossola, a sinistra della marina inizia il sentiero attrezzato di "Torre Guardiola", straordinario percorso botanico e di osservazioni naturalistiche. Altro indimenticabile percorso è quello della "Via dell'Amore" che raggiunge Manarola.
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Il nome quasi sicuramente deriva da "Manium Arula", probabile tempietto dedicato ai "mani" (le anime dei morti) che si trovava nel fondo della valle. Il suo porto è una terrazza, che strano le barche sospese ai piedi di un pugno di case dalle mille tonalità. La collina sale verso l'alto e accoglie le terrazze coltivate a vite...un vino secco, bianco, aspro come il mare ecco il "cinqueterre".
Da vedere nella piazza del paese la chiesa (1338) ed opposta alla chiesa la torre campanaria del '300 già torre di avvistamento e difesa. Se vi trovat a Manarola durante il periodo natalizio, uno sguardo all'ormai famoso presepe posto sulla collina opera di Mario Andreoli.
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Cornelius, colono romano e sua madre Cornelia sono i primi nomi che alludono all'attuale Corniglia. Il paese anticamente era più esteso verso sud ma gravi scoscendimenti causati dal mare hanno causato varie frane della collina diventando oggi un lunga scogliera dalla quale unascalinata di 365 gradini come i giorni dell'anno collega il paese. Poseguendo alla scoperta del borgo che nato intorno all'anno 1000, mantiene intatto il suo fascino con un aserie di case di pietra e antichi portali di rara bellezza. Galla terrazza, punto estremo del paese a strapiombo sul mare possiamo ammirare l'antica valle dei mulini oggi intensamente coltivata. Un achicca la spiaggia di Guvano e lo stappomaggio la festa dello "sciacchetrà".
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"Un pendaglio di gemme colorate e sullo sfondo due brillanti", forse il più caratteristico dei cinque paesini. "Vulnetia" fu l'antico nome latino, poi "Vernacia" fino all'attuale Vernazza.
Questo complesso intrecciato di "carrugi" e ripide scalinate ha un punto d'incontro nella piazzetta sul mare, centro della vita del paese dove sorge la chiesa dedicata a S. Margherita di Antiochia con le sue dondamenta bagnate dal mare, dall'altra parte, il bastione del castello; l'insieme della costruzione, isediata su di uno spuntone di roccia a picco sul mare fu uno strategico punto di difesa dalle incursioni piratesche. |
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"Rubra" è l'antico nome latino...alla colorazione rosea dei monti al tramonto o "Refus" signore del castello dai capelli rossicci che abitava la collina si attribuisce il significato del nome di questo piccolo borgo marinaro oggi territorio del "Parco Nazionale delle Cinquterre".
Passeggiando nel centro storico tra i "carruggi" ci si può perdere a bere un bicchiere di "sciacchetrà" in qualche cantina oppure fare una passeggiatafino all'ex Convento dei Frati Cappuccini da cui si può ammirare un bellissimo panorama. Scendendo poi dalla parte opposta si arriva alla fine del paese per ammirare l'imponente scultura del 1910 raffigurante "Nettuno" e chiamato comunemente "Il Gigante". Alla sera una cena con due trofiette la pesto e del buon pesce locale accompagnata dal bianco cinqueterre e poi shopping tra le tipiche "botteghe".
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Area Marina Protetta delle Cinque Terre II Parco Nazionale delle Cinque Terre è il primo parco italiano creato per tutelare un paesaggio in massima parte costruito dall'uomo. Per raggiungere i propri obiettivi l'Ente Parco favorisce lo sviluppo di un turismo responsabile, capace quindi di investire nell'identità dei luoghi e dei prodotti del territorio, per arrivare a salvare quindi l'immenso patrimonio dei terrazzamenti, ora in pericolo. Ma non solo. Gli elementi naturali, così evidenti lungo i sentieri, vengono valorizzati (in special modo la macchia mediterranea e l'avifauna) nel Centro di Osservazioni Naturalistiche di Torre Guardiola. L'Area Marina Protetta inoltre tutela e divulga gli ambienti sommersi, in particolare quelli corrispondenti ai due principali promontori, Capo di Monte Nero e Punta Mesco, che ancora ospitano importanti popolamenti dei fondali rocciosi. La riserva promuove immersioni guidate e attività di scoperta delle forme di vita marine a favore dei ragazzi |
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Pittoresco borgo marinaro di epoca romana situato su di uno sperone di roccia affacciato sul mare color smeraldo e incorniciato da tre isole "Palmaria, Tino e Tinetto" che ci regalano un fascino quasi irreale. La leggenda vuole che proprio la dea della bellezza rimase incantata da tanto spendore. Da visitare la chiesa di San Pietro (1277) eretta sul promontorio che si raggiunge attraversando il borgo, la grotta di Byron, il castello e la chiesa di San Lorenzo. Un piacere da concedersi sicuramente: una cena a base di pesce fresco sulla "calata" dalle mille tonalità. |
La Val di Magra...terra di confine con la Toscana, le Apuane all'orizzonee i tipici sapori che preannunciano la vicina regione ma con poroprie caratteristiche..., i suoi borghi medioevali nell'entroterra degni sicuramente di una visita, come Ameglia, piccolo gioiello di epoca medioevale arroccato su di una collina. Suggestivo il borgo attraversato dai "carruggi" a volte che salgono fino alla sommità del monte dove l'antico castello è, oggi, sede del municipio. Ammirare uno splendido tramonto dalla "terrazza" che dal borgosi affaccia sul paese di Bocca di Magra regalando una splendida vista sulla vallata e sul fiume Magra. Da gustare, accompagnati da un bicchiere di vino dei vicini colli di Luni, gli "sgabei", tipico pane fritto. |
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Antica "Erici"...fu motivo di contesa tra le Repubbliche marinare di Genova e Pisa e oggi oltre alla meraviglia di un paesaggio fiabesco che ispirò artisti, scrittori e poeti rimangono costruzioni di esemplare belleza come il castello oggi sede del museo geopantologico e situato sul punto più alto della baia o le mura che avvolgono l'antico centro. Sicuramente da vedere la cappella di S.Anastasia e la torre esagonale. Abbandonarsi al tramonto nella baia della "venere azzurra" a S. Terenzo ciuderà in bellezza questo giorno trascorso in una perla dell golfo dei poeti. |
Se si pensa alla Spezia si pensa alla storia della Marina Militare. Un legame che inizia ne 1857, quando Cavour fece della città la base militare sarda e continuò nel 1861 quando iniziarono i lav ori del grande arsenale, un legame che si consolidò nel 1870, quando il Museo Navale fu trasferito da Genova alla Spezia, vale sicuramente la pena di andarlo a visitare, come anche i musei che la città offre, dal più importante il museo Amedeo Lia che si trova nel centro dell'antica via Prione alle collezioni archeologiche conservate al Castello di San Giorgio che sovrasta la città. Prima di lasciare La Spezia un assaggio della "mesciua", tipica zuppa di cereali. |
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